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Archive for the ‘qsAic (La voce di QueSo)’ Category

Che a fare sport con la Wii sul tappeto del salotto ci si sente dei pirla.

Che in Africa, alle prime avvisaglie di un temporale, si mettono fuori dalla porta di casa bacinelle, pentole e catini, poi ci si chiude dentro e ci si butta sul letto, in attesa che la bufera passi. Dopo quattro ore imbottigliati nel traffico di una città stravolta dal nubifragio, guardando la distesa di macchine ferme, non si possono avere dubbi su quanto abbiamo ancora da imparare su ciò che è urgente ed importante e cosa no.

Che le immagini di un uomo che muore linciato, calpestato e deturpato sono tristi e disgustose indipendentemente dal suo curriculum vitae.

Che per spegnere gli incendi non è necessario sapere come funziona un estintore, è sufficiente lanciarlo con forza sul fuoco. Come efficace misura supplementare si può anche alzare il medio di entrambe le mani verso le fiamme gridando: “tiè!”  cosicché, atterrito, l’incendio si spenga del tutto. Black block pentito docet.

Che ingannare il proprio Wii personal trainer, muovendo il telecomando in modo che sembri che tu abbia concluso con successo la ripetizione di salti acrobatici sui pattini, da quasi più soddisfazione che insultarlo ripetutamente sapendo che non può rispondere. Opportunismo virtuale.

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Che diventare miliardari oggi si può , basta aprire un negozio di Nail Art. Farsi le unghie costa poco, ma fa sentire le donne fighissime. Se l’impresa vi interessa sappiate che dopo il ‘giallo mimosa’ dell’estate, introvabile, di Chanel, per l’autunno va di moda Peridot n. 531, verde oro, perfetto per le cene di pesce, o il Graphite n.529, un metallico grigio argentato, ottimo se fa pendant con la vostra auto e, infine,  il Quartz n. 525, un beige – rosa argentato, immancabile per il tè delle cinque con la Signora Fletcher.

Che Trilly, la fatina tanto carina della Disney, non è esattamente un modello di virtù. E’ fissata con la dimensione dei suoi fianchi, vanitosissima, corruttibile e, per avere l’attenzione del suo mentore, Peter Pan, tenta di fare secca Wendy, la bambina, per tre quarti del film. Fa molto Olgettina.

Che lo shampoo giusto è ormai affare della chimica quantistica. Il capello viene analizzato in provetta in laboratori che ricordano il progetto Manhattan,  il parrucchiere in camice bianco è il bat-consulente di L’Oreal e Pantene in versione Spectra.

Che non se ne può più dell’invidia e dell’ignoranza del nostro paese. E va bene, la Gelmini era l’unica a conoscenza del tunnel segreto Ginevra-San Benedetto del Tronto, e allora? Anziché ringraziarla per la rivelazione del segreto di Stato e per l’impegno nel settore trasporti (pare, oltretutto, che per sua intercessione sarà fatta una deviazione anche per la Sardegna), tutti a darle addosso. Invidiosi.

Che la marmellata di more fatta in casa non è solo buona perché è buona, ma anche perché per raccoglierle devi lottare. Con i rovi, con le zanzare, con il caldo di fine estate, con i semi che vanno eliminati in fase di preparazione. La marmellata di more è buona perché sa di fatica.

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Che Il duodeno è uno dei tre segmenti dell’intestino tenue. Riceve la bile e il succo pancreatico e una delle sue fondamentali funzioni è quella di neutralizzare l’acidità del chimo gastrico mediante una preziosa secrezione alcalina. Quando le sue mucose si infiammano abbiamo la duodenite, il cui nome suadente nasconde perverse gastriti croniche.

Che se dovete comunicare qualcosa ai vostri parenti o amici (anche la più insignificante) è bene che chiamiate in televisione durante qualche trasmissione dal vivo. Omnibus, Verissimo, Geo & Geo. Le cose importanti lasciatele per il concerto di capodanno.

Che quando Napolitano e Bagnasco parlano di ‘disagio morale’ e di ‘decadimento etico’ è evidente che fanno riferimento a tutta la collettività, non a qualcuno in particolare. Resta il dubbio se ce l’abbiano di più con quelle lascive delle massaie o con i fruttivendoli, noti porcelloni.

Che il Signor Maalox conta sul fatto che i consumatori abituali di pasticche antiacido siano sufficientemente stressati per ignorare l’esistenza del duodeno.

Che per fare un bel gol a porta vuota devi prima accertarti che la porta non sia la tua. Qualcuno potrebbe spiegarlo all’opposizione?

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Che, non si sa se è perchè fanno i concorsi il 30 dicembre o è a causa dell’ottimismo da calendario, dopo il primo Gennaio ogni pubblicità in televisione reclamizza un Prodotto dell’Anno.
Fabbriche Fiat? Prodotto dell’anno!

Che se desiderate comprare un bambino moldavo senza essere beccati, forse, se abitate a Cassino e tutti sanno che siete sterili,  sarebbe consigliabile inscenare anche una finta gravidanza o un cambio di residenza. Mica per altro, ai miracoli non crede più nessuno.

Che il caprifoglio è una pianta che prende il nome dal latino ‘caprifolium’, foglia di capra, e che è comunemente chiamato madreselva. Foglie e fiori sono usati in erboristeria per fare infusi. Ad esempio, immergere 3 grammi di fiori in una tazza d’acqua bollente, lasciare riposare per 5 minuti, filtrare, dolcificare e bere 3 volte al giorno in caso di tosse catarrale.

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Che il testo dell’ultima pubblicità di D&G fa dire alla bella Scarlett Johansson le seguenti parole: “Sto cercando. Non so cosa sto cercando, forse tutto, forse niente. Ma quando l’avrò trovato lo saprò.” Ancora scosse per le pregnanti riflessioni, proponiamo una menzione speciale al pubblicitario che ha sviluppato cotanto spot per la profondità del messaggio.

Che certi personaggi proprio non ce la fanno a risultare simpatici. Escono di prigione nemmeno fossero usciti dal Centro di Bellezza della Max Factor, dopo aver pagato 200.000 sterline, accompagnati da una avvocatessa strafichissima, ed invece di andare agli arresti domiciliari  in uno squallido appartemento in una periferia qualsiasi, sono ospiti di Ellingham Hall, magione inglese del XVIII secolo, unica restrizione: un braccialetto elettronico (sicuramente firmato Cavalli). Perdonaci Assange.

Che alla luce dei recenti fatti politici italiani ci sentiamo di divulgare un affettuoso consiglio a parenti ed amici della classe politica tutta, utilizzando un’espressione idiomatica della Capitale: Levateije er vino!

Che i fritti di Natale dovrebbero essere proibiti dopo i 35. A Roma, infatti, c’è chi frigge anche i lacci delle scarpe – lasciare a mollo nella pastella fino a 3 ore prima per fare insaporire bene.

Che il panettone deve avere canditi e uvetta, altrimenti si chiama pandoro. Tutte le altre varianti: tartufone, pandoro white Christmas, viennese, nero delizia, zabaciociok, fior di neve, cioccuvetta, cioccoloso, grand marnier, saint honoré, chantilly, al limoncello, goccia nera, nocciolone, biancorsetto, tiramisù, torta tiffany e tronco di natale (doppi sensi a go go), sono solo inutili mistificazioni.

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Che certe notizie sono davvero notizie bomba. Wikileaks dichiara: il nuoto è lo sport più completo.

Che dai video registrati durante le serate (a pagamento) in discoteca della giovane Ruby, pare che orde di ragazzi e ragazze non si affollino sotto al palco per osannarla. Dal labiale sembrerebbero ripetere una parola che comincia con P e finisce con ANA e pare non sia PantegANA, né ParmigiANA. Non ci sono più i sani princìpi mediaset di una volta, cribbio.

Che l’arista al latte va coperta di latte e lasciata cuocere a lungo, ma il risultato finale è sublime. Se accompagnata col purè, siamo vicini al divino.

Che per imparare il coraggio non c’è bisogno di andare a fare corsi di sopravvivenza, basta buttare un occhio alla Birmania e guardare una piccola, testarda, donna di 65 anni con i fiori trai i capelli.

Che dovrebbero ripristinare il “colmi”. Nessun simpatico giullare ci risolve più le cene con un colmo. Ad esempio: qual è il colmo per un orologiaio?

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Che finalmente Amanda Knox, l’americana condannata per l’omicidio di Meridith Kercher, ha scritto un libro (e la notizia sarebbe già meravigliosa così) in cui ci racconta sogni, desideri e pensieri. Una famiglia, dei figli, una casetta. Ci stavamo giusto chiedendo: chissà che vorrebbe fare da grande l’Amanda? Imperdibile.

Che il ripristino dell’ora solare ci inganna solleticandoci con la scusa che si dorme un’ora in più, ma tradisce beffarda quando saremmo pronti a  mangiare un bue e scopriamo che all’ora di pranzo manca ancora un quarto di secolo.

Che la Chiesa sfoggia un patrono anche per gli impotenti (verificare per credere). Il suo nome è San Fotino, da cui la “sindrome San Fotino” per indicare  le disfunzioni erettili. La Chiesa non solo è moderna, ma anche ironica.

Oh San Fotino, ti affidiamo l’anima del nostro Premier.

Che chi non ha mai nominato il bunga bunga almeno una volta negli ultimi sette giorni è afono o è uzbeco.

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